Hai sentito l’ultima notizia?

Hai sentito l’ultima notizia?

Eccomi a scrivere di un argomento che ci vede tutti coinvolti nel quotidiano.  Apriamo gli occhi al mattino e siamo raggiunti da una   notizia, ci basta aver acceso la  radio o la tv o semplicemente il nostro smatphone. I social network sono poi una fonte straordinaria per avere una notizia  basta un” # ” per trovare in pochi secondi  una certa quantità di  informazioni legate ad un argomento. Il nodo è quindi quello di  cercare di fare ordine, essere informati è giusto anzi doveroso (ricordiamoci che l’ignoranza potrà esser definita “beata” ma non è positiva come il detto dice), ma avere informazioni vere  sta alla base  di una conoscenza corretta.

Un titolo non è la notizia…

Non basta un titolo sensazionale/ d’effetto per fare una notizia, ci vogliono i contenuti ma chi di noi li legge? Mi spiego meglio: un titolo ci attira ma spesso non abbiamo tempo, o anche solo voglia, di approfondire. Spesso, quel che ci rimane in testa è solo quel titolo e non il testo che segue  e questo ci porta all’errore. Premettendo che non possiamo neppure metterci a scartabellare tutti i siti web alla ricerca di informazioni su una notizia, se no non ci basterebbero le 24 ore, dobbiamo cercare di ottimizzare la nostra lettura.

Domande da porsi alla lettura.

Prima cosa individuare fonti attendibili: ovvero con una certa portata e reputazione. Seconda cosa usare il senso critico domandandosi:

  • E’ chiara l’esposizione dei fatti di questa notizia?
  • I fatti raccontati nella notizia sono stati espressi con tono informale o con commenti che possono influenzarmi?
  • Sono citate le fonti alla notizia a cui fare riferimento? (Es: in un fatto di cronaca viene citato correttamente il luogo, la tempistica, il corpo di polizia o carabinieri di quel luogo? )
  • Se leggiamo ad esempio in una notizia :” Scoperta nuova cura per il tumore”, ci elettrizziamo ma poi cosa segue? I fatti riportati contengono  indicazioni di ospedali o di un centro studi specifico?  Sono  chiari nel testo i riferimenti al primario, o colui a capo dell’equipe medica, con nome e cognome, oppure si accennano solo?

Post lettura..

Soprattutto sui social viene spesso spontaneo condividere una notizia, perché ci colpisce e vogliamo che anche il nostro amico/a lo venga a sapere, questo comporta un ulteriore concetto: assieme alla condivisione della notizia in maniera stretta, uniamo la nostra credibilità.

Esempio pratico. Se io condivido un articolo di questo tipo:

Aperto un nuovo corso di laurea per diventare assistente virtuale. All’università si potrà diventare assistenti virtuali attraverso un corso triennale , questa nuova professione sta prendendo sempre più campo, si occupa di sopportare i  liberi professionisti nella loro attività, fornendo  aiuto sia nel campo  web che con servizi di executive assistance. Un’ assistente virtuale potrà svolgere quei compiti  che possono far ” perdere” tempo al  cliente, oppure può aiutarlo a gestire un progetto. L’attività sarà sottolineata da tempi certi e contratto regolare.

Analisi notizia

Con questo testo sto fornendo si alcune informazioni vere , come  la descrizione di cosa fa un’assistente virtuale, ma le mescolo a concetti falsi : vedi  la citazione del corso di laurea triennale . La notizia falsa è quella della laurea che appare per prima e che può risaltare e rimanere a mente più del resto del testo. In più se condivido aggiungo chi sono io, i miei amici  si fidano  di me per cui tenderanno a credere al mio post.

Come fare a distinguere  una notizia vera?

Sempre prendendo in esame l’esempio pratico  sull’assistenza virtuale individuiamo alcuni punti:

  • si parla di università e di corso triennale ma non è specificata la facoltà.

Si guarda alle fonti citate :

  • ce ne sono di specifiche? (direi di no)

Si fa una ricerca su Google  con argomento ” assistenza virtuale”.

  • Si analizzano i risultati ottenuti guardando se altri articoli parlano di questa notizia e come lo fanno. Utile è inserire nella ricerca la parola ” bufala”.

 

La diffamazione

Ricordiamoci che anche le migliori agenzie stampa o testate possono sbagliare, proprio a causa di quella credibilità che a noi magari comporta una tirata d’orecchi dal nostro amico, ma che per altri può davvero danneggiare la quotidianità. Pensiamo alla divulgazione di notizie come  ” TIZIO è pedofilo! ” con tanto di foto, questo è veramente un reato, si chiama diffamazione, condividere dati personali è sempre rischioso.

 

(esempio II) Titolo : “ la storia di un bambino in ospedale che ha bisogno di aiuto per affrontare le cure mediche”.

Sicuramente ci colpisce e magari saremmo anche pronti ad aiutarlo ma dobbiamo analizzare:

  • le cure in ospedale in Italia siano gratuite (in senso stretto)  
  • se parliamo di aiuto come di sostegno alla psiche/umore ricordiamoci che è vietato introdurre in ospedale cibo o giocattoli senza prescrizione o consenso dei genitori (visto che qui si parla di bambino).
  • se vengono citati nell’articolo dei medici ricordiamoci che esistono gli albo professionali che sono pubblici ed i siti ufficiali delle strutture che riportano preziose indicazioni nonché i contatti alle stesse.  Non abbiamo paura di chiedere delucidazioni se non siamo sicuri.

Dati sensibili

I dati che vengono raccolti vuoi attraverso newsletter (come sul mio sito) o per compilazione di un qualsivoglia modulo sono dati sensibili, non pensiamo che un indirizzo e-mail sia nulla è comunque una traccia di noi. Tracce che possono farci arrivare notizie calibrate ai nostri interessi. Ogni sito web deve avere il link alla privacy polici e ai cookie questo per legge, il famoso banner che compare all’apertura della pagina ci deve essere! Se lasciamo dei dati sensibili dobbiamo esserne consapevoli!

link utili

Un sito che consulto parecchio per scovare una notizia falsa è quello di bufale.net che ha anche una pagina Facebook

bufale.net

per approfondire sul reato di diffamazione:

diffamazione

 

Spero di esservi stata utile al prossimo articolo.

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http://assistcris.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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